Gianni Regalzi

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Gianni Regalzi
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Re: Gianni Regalzi

Messaggio da Gianni Regalzi »

AD OCCHI CHIUSI

Per un istante ho chiuso gli occhi al giorno
e per maligno fato son franato
nel cupo bosco dei deliri e affanni.

Dal buio dei cespugli occhi malvagi
mi scrutano e mi spian di nascosto,
con insicuro passo e a braccia tese
cammino verso meta conosciuta.

Angoli acuti, spigoli taglienti,
tronchi marciti, ruvide radici,
erbe pungenti e fiori con le spine
feriscono il mio passo, il viso e il senno.

Un chiurlo di civetta, un urlo, un pianto,
non so cosa succede. C'è una nube
fatta di fango, fumo ed ombre scure
che avvolge tutto ciò che mi sta attorno.

Violento un raggio giallo mi ferisce,
ma stranamente ciò mi pare dolce,
pian piano riapro gli occhi, è il Sole Amico.

È sorta per fortuna un'altra Aurora.

Alessandria, 17 Tevet 5776 (29/12/2015)
Gianni Regalzi
(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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Re: Gianni Regalzi

Messaggio da Gianni Regalzi »

OCCHI SBARRATI COLMI DI TERRORE

Sulla parete bianca
la voce del mattino
scandisce amaro il tempo.

Forme distorte, sogni senza volto,
risvolti colmi di disperazione
annegano nel buio dei pensieri.

È chiusa la finestra e freddo ferro
proibisce il desiderio di volare,
volare sopra le onde
per poi planare piano sulla spiaggia.

Su quella stessa spiaggia
che un giorno maledetto non lontano
si tinse di carminio per mia mano.

C'era silenzio intorno,
Lei era lì sdraiata
col vólto vòlto ai raggi color grano.

Le tesi la mia mano,
sentivo la mia pelle come lava,
subito dopo, un urlo,
un pianto disperato ed un lamento
e sulla sabbia macchie rosso fuoco.

Null'altro mi ricordo
soltanto una sirena
e quattro forti braccia attorno al corpo.

Chissà che nome aveva,
chissà com'era dolce la sua voce,
ricordo solamente
quel vólto vòlto ai raggi color grano
e tutto attorno sabbia,
rovente sabbia rossa di dolore.

Ora s'è fatta nuovamente sera
e su quella parete
mi appaiono insistenti
occhi sbarrati colmi di terrore.

Alessandria, 1 Tishri 5778 (21/9/2017)
Gianni Regalzi
(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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Re: Gianni Regalzi

Messaggio da Gianni Regalzi »

C’È MOLTA GENTE IN CIMA ALLA COLLINA

C’è molta gente in cima alla collina,
ma stranamente regna un gran silenzio,
soltanto lievi voli di farfalle
sussurrano nel vento nenie arcane.

Di notte qualche timida fiammella
pian piano s’alza, freme e poi si perde
dove la luce è ormai un’illusione.

Geme dolente un’ombra in mezzo ai càrpini
e quando l’alba inrosa… il gallo tace.
Alessandria, 23 giugno 2013
Gianni Regalzi
(Dalla Raccolta “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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Re: Gianni Regalzi

Messaggio da Gianni Regalzi »

RICORDO QUELLA NOTTE IN FONDO AL TEMPO

Ricordo quella notte in fondo al tempo
che immerso nell’abisso del suo sguardo
bruciavo al fumo e all’acido la mente.

Cantava lenta l’onda la canzone
fra mille e mille scaglie di scintille
riflesse da quel manto appeso al vento.

Grida lontane, suoni sconosciuti,
da consumati voli di gabbiani
udivo dal confine dei miei sensi.

Accanto a me una bambola di cera
con gl’occhi nudi e il fuoco nelle vene
confusa nel colore della notte.

Ci accolse un’alba livida e sbiadita
distesi accanto a un’ombra fredda e scura
a mani vuote e nudi di speranze.

Alessandria, 24 febbraio 2013
Gianni Regalzi
(Dalla raccolta “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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Re: Gianni Regalzi

Messaggio da Gianni Regalzi »

HAIKU
Cupa è la nube
tra un po' cadrà la neve
dorme la viola

Alessandria, 24. Tevet 5782 - (28/12/2021)
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Re: Gianni Regalzi

Messaggio da Gianni Regalzi »

IL MANTO NERO

Quando la noia pesa e il vento è muto,
t’accorgi d’aver perso l’orizzonte.

Il tempo si dilata e un manto nero,
pesante come l’ombra d’un rimpianto,
inesorabilmente spegne il giorno.

Attendi allora il sogno mai sognato,
ma quello è ancora perso nel domani
in quel domani tanto a lungo atteso
che fa della speranza un’abitudine.

Alessandria, 4 luglio 2013
Gianni Regalzi
(Da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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Re: Gianni Regalzi

Messaggio da Gianni Regalzi »

LA BARISTA DISPETTOSA

Invece del suo amore
mi regalò un panino con le acciughe.

Pitost che niente, l'è mej pitost.

Lisondria, 20. Tavet 5781 (4/1/2021)
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Re: Gianni Regalzi

Messaggio da Gianni Regalzi »

QUINARI TRISTI

Scende la pioggia
dal cielo opaco
vola il pensiero
al vecchio prato.

Dove quel giorno
tra rose e viole
vedemmo dove
tramonta il sole.

Tremava l’erba
volò il sorriso
ci portò il vento
nel Paradiso.

Furono baci
paure affanni
intanto il tempo
mieteva gli anni.

Scese il sipario
sfiorì la rosa
si sparse il buio
sopra ogni cosa.

Scoppiò il silenzio
ci colse il pianto
si coprì il prato
di un nero manto.

Alessandria, 9 Sivan 5775 (27/5/2015)
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(da “Silenzi e Pensieri” dir. ris.)
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Messaggio da Gianni Regalzi »

E L’AGO DELLA BUSSOLA E’ IMPAZZITO
(Montaliana reminiscenza)

Nell’angolo più buio delle notte
spargevi a piene mani amaro miele.

Quando ho sentito dolce il tuo veleno
ho capito che m’ero
perso in un rovo tinto di dolore
e di passione. In questo labirinto
di rare rose rosse e molte spine.

Sto navigando a vista, a fiato mozzo
tra nere e dense nubi di tempesta.

Il faro è un’illusione, muta è l’eco
e l’ago della bussola è impazzito.

Alessandria, 29 novembre 2012
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(Dalla raccolta “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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Messaggio da Gianni Regalzi »

(Illumina quell'angolo dove nessuno ha il coraggio di entrare)
Yogi Bhajan

LA PORTA SENZA LUCE

Slegatemi, slegatemi le mani
voglio toccare il cielo non la tela.
La luce mai potrà forar quel muro,
quel muro maledetto BiancoLatte
che è nero, ancor più nero della notte.

A volte nella mente si riaccende
un volto conosciuto e lentamente
mi guarda, mi sorride e piano piano
si perde nell'affanno dei pensieri.

Sento una voce, un palpito, un profumo;
due labbra rosso fuoco mi ricordano
un tempo ormai lontano
che in mezzo a tante pene
mi dissero: "Ti voglio tanto bene".

Ora una strana quiete mi violenta,
qualcuno con un ago mi ferisce
e con lo sguardo perso all'infinito
ritorno in fondo al pozzo del silenzio.

Alessandria, 14 febbraio 2012
Gianni Regalzi
(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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Messaggio da Gianni Regalzi »

AU CIAR DI LIZARÓ

Chi ch’l’era cul fanciòt ch’u scuratlava
da la maten-na a sira ‘n piasa d’Armi
con i pé scuss e in aquilone russ?

Chi ch’l’era cul fanciòt che con la flece
l’andava a cacia ad rat co’l biji ‘d veder
an cula vègia curt co’l piónti el fiù?

Chi ch’l’era cul fanciòt che a riva Tani
l’andava a peschè ‘l ron-ni con la cana
e con j’arbüst al fava la gabana?

Chi ch’l’era cul fanciòt che a la nóc fónda
an cul siri d’istà sensa la leun-na
us ancantava au ciar di lisaró?

Am na viz propi pü, chi ch’l’è ch’a l’era,
però, scavónda ben ant la memoria
um smea ad vighmi me; mila ani fa.

Lisòndria, (Alessandria) 20 genaj 2013
Gianni Regalzi
(El fió del Bosch e l’anvud du Smói)
(Da "Silenzi e Pensieri" dir.ris.)


Traduzione
(La traduzione in lingua non rispetta nessuna metrica
mentre la versione in dialetto è interamente
composta da endecasillabi piani e tronchi)

AL LUME DELLE LUCCIOLE

Chi era quel bambino che correva/ dal mattino alla sera in piazza d’Armi/a piedi scalzi con un aquilone rosso?
Chi era quel bambino che con la fionda/andava a caccia dei topi con le biglie di vetro/in quel vecchio cortile con gli alberi e i fiori?
Chi era quel bambino che sulle rive del fiume Tanaro/andava a pescare le rane con la canna/e con le frasche si costruiva la capanna?
Chi era quel bambino cha a notte fonda/in quelle sere d’estate senza luna/si stupiva alla luce delle lucciole?
Non mi ricordo proprio più chi era/ma scavando bene nella memoria/mi sembra di riveder me stesso mille anni fa.
Gianni Regalzi
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Re: Gianni Regalzi

Messaggio da Gianni Regalzi »

EL BURSòN RUS

J’ò nent ancur capì sec l’è cu j’era
an cula valiz rusa acsì pesònta
che t’a m’hai facc tirè ‘n s’la caretera
e c’l’à peizava chilu quasi utònta.

Midòndi, fasulёt, scarpi e bagaj,
in butiglion ‘d barbera, dòi salam,
in rotul ‘d carta igienica; us sà mai,
cuccoza da mangiè; u t’amnijsa fam.

Ma fònda anche ‘l chёnt ‘d roba acsì tònta,
us riva nent a chilu quasi utònta
e a j’ò pensà che ‘ndrenta as bursòn rus,
a t’abi nascundì u tò muruz.

Lisòndria, 12 Agust 2006
Gianni Regalzi (Dir.Ris.)

Traduzione dell'Autore
La versione originale è in rime e composta da endecasillabi piani e tronchi
la traduzione invece non rispetta alcuna regola metrica
privando quindi il componimento di ogni armonia.

Non ho ancora capito cosa c'era/in quella valigia rossa così pesante/che mi hai fatto spingere sulla strada/e che pesava circa 80 Kg./Mutande fazzoletti armi e bagagli/un bottiglione di BARBERA, due salami/un rotolo di carta igienica, non si sa mai/ qualcosa da mangiare ti venisse fame/Ma anche facendo il conto di così tanta roba/non si raggiungono gli 80 KG./ho quindi dedotto che in in quel borsone rosso/ci fosse nascosto il tuo moroso.
Gianni Regalzi
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Re: Gianni Regalzi

Messaggio da Gianni Regalzi »

IL FIORE DELL’OBLIO

C’è tanto freddo, vento e pioggia e noia
in questa notte ormai senza domani.

Sulla parete un’ombra si rivela,
mi dice che il profumo delle rose
s’è perso nei meandri dell’ignoto,
rimane solo il fiore dell’oblio.

Mi volto per scacciar questo pensiero,
ma attorno è tutto tenebre e mistero.

Ed un luccichio sinistro
di falce m'avvelena.

Alessandria, 22 maggio 2014 (5774)
Gianni Regalzi
(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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Messaggio da Gianni Regalzi »

VERS DA SBARÜUÀ

Per stèmna an po’ tranquil l’atra maten-na,
am sòn spaparasà an s’na panchen-na
e vist ch’a j’ava nent du tüt da fè,
am són anviscà ‘na ciospa pèr fümè,
ma poc pèr vota u j’è sciupà ‘n pastiss
ch’un mè amni fina tücc i cavì riss.

Maznà ch’i rompu ‘l bali, con ch’i bòulu,
zitèli e uidui früsti ch’i ciaciaru,
sensoss ch’i bècu ‘l mon, el mur e i pé,
l’è propi nenta ‘l post ch’al fa per mè.

J’hó allura medità d’andè sut’acqua
per stènma ‘n po’ tranquil sensa cedel,
ma l’acqua ‘d Tani l’è pez che ‘na fogna
che s’ ‘ieisa d’andè ‘ndrenta um ven la rogna.

L’ünica solusión ch’um ven a taj,
‘l’è cula ‘d fèm la soma óli e aj
e rintanem da sira a la maten-na,
an cula stonsia anfónd a la canten-na,

ma ‘nt la canten-na u j’è ‘l baboni e i ratt
e tonta ratatuja d’amnì matt.
A ‘s punto chì, só propi pü se fè,
a pei la vègia gaba per sunè.

A sóin e cont el pen-ni at tücc j’amur
ch’an fón senti ‘nt el cór in grón dulur.
L’è tónta l’emusion, ‘sent cóud ant’j’oss,
forse u sarà perchè ‘m són cagà ‘adoss.

E adèss che me a són chi cò ‘l braji pen-ni,
a sent ch’i són finiji tütt el me pen-ni.

Lisòndria, 30 Magg 2008
Gianni Regalzi
(Foto da Google Immagini)

Traduzione dell’autore
(L’originale è composto da quartine
Di endecasillabi con qualche rime sparse
In lingua non corrisponde).

Versi “Spaventati” (Sbariuà è quasi intraducibile)

Per starmene un po’ tranquillo l’altra mattina,/ mi sono spaparazzato su una panchina/ e visto che non ho proprio niente da fare,/ m’accendo una sigaretta per fumare/ ma poco dopo è scoppiato un pasticcio/che mi ha fatto venire i capelli ricci./ Bambini che rompono le scatole con il pallone/ zitelle e vedove consumate che gridano/ zanzare che mi mordono le mani il viso e i piedi,/non è proprio il posto che fa per me/. Ho allora pensato di andare sott’acqua/ per trovare un po’ di tranquillità/ ma l’acqua di Tanaro è peggio d’una fogna/ tanto che se dovessi immergermi mi viene la rogna/. L’unica soluzione che mi resta/ è quella di farmi un panino col olio e aglio/ e rintanarmi dalla sera al mattino/ in quella camera in fondo alla cantina/ ma in cantina ci sono gli scarafaggi e i topi/ e tanta immondizia da impazzire./ A questo punto non so proprio cosa fare/ prendo la vecchia chitarra per suonare/. Suono e canto le pene di tutti gli amori/ che recano al mio cuore tanto dolore/. E’ tanta l’emozione, sento caldo nelle ossa,/ sarà perché me la sono fatta sotto./ Ed ora che sono qui con i pantaloni pieni,/ sento che sono finite tutte le mie pene.
Gianni Regalzi
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Re: Gianni Regalzi

Messaggio da Gianni Regalzi »

STERILI LINI E LEI, ALGIDA E BIANCA

Sparsa e per qualche istante
quell’onda mi accarezza
e mi riporta l’eco del suo volto
in questo spazio sciolto nel ricordo.

Straniera è ritornata un’altra estate,
ma il suo sorriso ormai s’è spento al sole,
Il fato l’ha condotta in fondo al nulla.

Rimane solamente il suo ricordo;
sterili lini e Lei, algida e bianca.

Alessandria, 20 Adar 5775 (11/3/2015)
Gianni Regalzi
(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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