Gianni Regalzi
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Gianni Regalzi
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Re: Gianni Regalzi
NELL’ULTIMO UNIVERSO SCONOSCIUTO
Furono giorni lunghi nell’attesa
di quel qualcosa oltre l’infinito,
di quel lussureggiare di speranze
che già pensavo fossero perdute.
Ed ecco all’improvviso che la fiamma
riprende con violenza ad arder viva.
L’inganno si confonde con l’affanno,
l’alba da grigia assume la cromia
da troppo tempo ormai fatta d’oblio.
D’incanto quella luce s’avvicina
facendosi più chiara ed accecante,
m’avvolge col suo velo e mi conduce
nell’ultimo universo sconosciuto
dove dai sogni nascono le Viole.
Alessandria, 4 maggio 2013
Gianni Regalzi
(Dalla raccolta “Silenzi e Pensieri”)
(Diritti riservati Legge 633/1941)
Furono giorni lunghi nell’attesa
di quel qualcosa oltre l’infinito,
di quel lussureggiare di speranze
che già pensavo fossero perdute.
Ed ecco all’improvviso che la fiamma
riprende con violenza ad arder viva.
L’inganno si confonde con l’affanno,
l’alba da grigia assume la cromia
da troppo tempo ormai fatta d’oblio.
D’incanto quella luce s’avvicina
facendosi più chiara ed accecante,
m’avvolge col suo velo e mi conduce
nell’ultimo universo sconosciuto
dove dai sogni nascono le Viole.
Alessandria, 4 maggio 2013
Gianni Regalzi
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Gianni Regalzi
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Re: Gianni Regalzi
NON FAR DELLA SPERANZA COSA VANA
Fermati Crono, fermati, non mi sfuggire.
Non farti sabbia fina fra le dita.
Lascia che questo Zefiro argentino
ristori all’infinito la mia mente.
Fai d’ogni Aurora un secolo di rosa
e che al tramonto mai non muoia il sole.
Fermati li, riposa
nella fragranza accesa dalla rosa,
nel fresco gorgheggiar d’acque sorgive,
nel dolce ricordar del primo bacio
al devastante fuoco del peccato.
Fermati Crono, fermati, non mi sfuggire,
non far della speranza cosa vana.
Alessandria, 8 maggio 2013
Gianni Regalzi
(Dalla raccolta “Silenzi e Pensieri”)
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Fermati Crono, fermati, non mi sfuggire.
Non farti sabbia fina fra le dita.
Lascia che questo Zefiro argentino
ristori all’infinito la mia mente.
Fai d’ogni Aurora un secolo di rosa
e che al tramonto mai non muoia il sole.
Fermati li, riposa
nella fragranza accesa dalla rosa,
nel fresco gorgheggiar d’acque sorgive,
nel dolce ricordar del primo bacio
al devastante fuoco del peccato.
Fermati Crono, fermati, non mi sfuggire,
non far della speranza cosa vana.
Alessandria, 8 maggio 2013
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Re: Gianni Regalzi
IL PIANTO DELLE DIOMEDEE
Il ricordo d’un sogno ormai lontano
è come il pianto delle Diomedee
che cantan l’armonia dolce-amara
con quel profumo lento e inebriante
della stessa fragranza del silenzio.
Alessandria, 6 maggio 2013
Gianni Regalzi
(Dalla raccolta “Silenzi e Pensieri”)
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Il ricordo d’un sogno ormai lontano
è come il pianto delle Diomedee
che cantan l’armonia dolce-amara
con quel profumo lento e inebriante
della stessa fragranza del silenzio.
Alessandria, 6 maggio 2013
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Re: Gianni Regalzi
BHO!
Furgoni imbottiti
di gelati squagliati.
Giardini ingialliti da miasmi inquinati.
Panini farciti
di rottami intagliati.
Ruscelli riempiti di cuscini impagliati.
Ora spiove la pioggia,
canta il gallo alle sette,
su quel piano s’appoggia
e s’imburra le fette.
Non lo so cos’ho detto,
non l’ho proprio capito,
mi sparpaglio sul letto;
sarò forse impazzito?
BHO!
Alessandria, 11 maggio 2013
Gianni Regalzi
(Versi scritti al primo sole di maggio,
figuriamoci a metà luglio)
Furgoni imbottiti
di gelati squagliati.
Giardini ingialliti da miasmi inquinati.
Panini farciti
di rottami intagliati.
Ruscelli riempiti di cuscini impagliati.
Ora spiove la pioggia,
canta il gallo alle sette,
su quel piano s’appoggia
e s’imburra le fette.
Non lo so cos’ho detto,
non l’ho proprio capito,
mi sparpaglio sul letto;
sarò forse impazzito?
BHO!
Alessandria, 11 maggio 2013
Gianni Regalzi
(Versi scritti al primo sole di maggio,
figuriamoci a metà luglio)
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Re: Gianni Regalzi
RIAFFIORA NELLA SERA UNA GRAN PENA
Negli obliqui risvolti dei pensieri,
ho colto ancora vivo quel ricordo
che ormai credevo avvolto dall’oblio.
Il sole scoloriva ad occidente,
silenzio intorno, solo la risacca
gemeva la sua antica melodia.
Leggevo nei suoi occhi il desiderio
che lento, ma violento divorava
con tutto il suo furore la mia mente.
S’era fermato il tempo e l’onda lunga
con la sua bava amara come il sale
accarezzava il corpo suo e il mio.
E venne giorno, venne il gran tormento,
esplosero crateri sulla via
tra viole, margherite e fior di morte.
Nessuno uguale al mondo mai rivide.
Trascorse infine il tempo e tante lune
col loro argento stesero la coltre,
ma nei risvolti obliqui dei pensieri,
riaffiora nella sera una gran pena.
Alessandria, 14 maggio 2013
Gianni Regalzi
(Dalla raccolta “Silenzi e Pensieri”)
Negli obliqui risvolti dei pensieri,
ho colto ancora vivo quel ricordo
che ormai credevo avvolto dall’oblio.
Il sole scoloriva ad occidente,
silenzio intorno, solo la risacca
gemeva la sua antica melodia.
Leggevo nei suoi occhi il desiderio
che lento, ma violento divorava
con tutto il suo furore la mia mente.
S’era fermato il tempo e l’onda lunga
con la sua bava amara come il sale
accarezzava il corpo suo e il mio.
E venne giorno, venne il gran tormento,
esplosero crateri sulla via
tra viole, margherite e fior di morte.
Nessuno uguale al mondo mai rivide.
Trascorse infine il tempo e tante lune
col loro argento stesero la coltre,
ma nei risvolti obliqui dei pensieri,
riaffiora nella sera una gran pena.
Alessandria, 14 maggio 2013
Gianni Regalzi
(Dalla raccolta “Silenzi e Pensieri”)
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Re: Gianni Regalzi
Traduzione di Joao Francisca Carvalho
della composizione "RIAFFIORA NELLA SERA UNA GRAN PENA"
Um poema muito bom do meu amigo Gianni Regalzi
RESSURGE NA NOITE DE UMA GRANDE PENALIDADE
As implicações do pensamento, de inclinação
Tomei vivo que me lembro
agora eu envolto do esquecimento.
O sol escondia no Ocidente,
silêncio ao redor, só a ressaca
gemeu sua melodia antiga.
Eu li em seus olhos o desejo
lento mas violenta que devorou
com toda sua fúria minha mente.
Ele tinha parado o relógio e a onda longa
com suas asneiras amarga como o sal
acariciando seu corpo e o meu.
Era dia, veio o grande tormento,
explodiu através de crateras
entre as violetas, margaridas e morte.
Nunca vi nenhum igual ao mundo.
Finalmente, o tempo passou e muitas luas
com sua prata colocou o cobertor,
mas em implicações oblíquas de pensamentos,
ressurge a noite um grande esforço.
Alexandria, 14 de maio de 2013
Gianni Regalzi
(Da coleção "Silêncios e pensamentos")
della composizione "RIAFFIORA NELLA SERA UNA GRAN PENA"
Um poema muito bom do meu amigo Gianni Regalzi
RESSURGE NA NOITE DE UMA GRANDE PENALIDADE
As implicações do pensamento, de inclinação
Tomei vivo que me lembro
agora eu envolto do esquecimento.
O sol escondia no Ocidente,
silêncio ao redor, só a ressaca
gemeu sua melodia antiga.
Eu li em seus olhos o desejo
lento mas violenta que devorou
com toda sua fúria minha mente.
Ele tinha parado o relógio e a onda longa
com suas asneiras amarga como o sal
acariciando seu corpo e o meu.
Era dia, veio o grande tormento,
explodiu através de crateras
entre as violetas, margaridas e morte.
Nunca vi nenhum igual ao mundo.
Finalmente, o tempo passou e muitas luas
com sua prata colocou o cobertor,
mas em implicações oblíquas de pensamentos,
ressurge a noite um grande esforço.
Alexandria, 14 de maio de 2013
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Re: Gianni Regalzi
DOVE HAI SMARRITO IL TUO SORRISO
Dimmi, dove hai smarrito il Tuo sorriso?
Vieni, dammi la mano che ti aiuto.
Non puoi dare alle ortiche i tuoi begl’anni
e attender che l’argento sui capelli,
ti faccia smemorare la speranza.
Lo vedi? Il chiaro aprile e lì, t’attende,
aspetta solamente d’esser colto
dalla Tua mano lieve e brama il bacio
delle Tue rosse labbra
più ardenti dell’estate che verrà.
Apri il cuore, il mondo è lì, t’aspetta.
Alessandria, 15 maggio 2013
Gianni Regalzi
(Dalla raccolta “Silenzi e Pensieri”)
Dimmi, dove hai smarrito il Tuo sorriso?
Vieni, dammi la mano che ti aiuto.
Non puoi dare alle ortiche i tuoi begl’anni
e attender che l’argento sui capelli,
ti faccia smemorare la speranza.
Lo vedi? Il chiaro aprile e lì, t’attende,
aspetta solamente d’esser colto
dalla Tua mano lieve e brama il bacio
delle Tue rosse labbra
più ardenti dell’estate che verrà.
Apri il cuore, il mondo è lì, t’aspetta.
Alessandria, 15 maggio 2013
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Re: Gianni Regalzi
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Ultima modifica di Gianni Regalzi il 24/05/2013, 9:23, modificato 1 volta in totale.
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Re: Gianni Regalzi
TUONANTE TORMENTO
Ritorna violento ogni notte
quel tuonante tormento
che m’annega la mente.
Rimbomba la voce di chi,
in quella notte di sogno,
immersa con me in melodie,
compiva il mio sogno segreto.
I suoi occhi socchiusi
mi porse e in quell’istante
la mia anima nera,
d’incanto divenne radiosa.
Non so cosa feci,
non so cosa dissi,
ricordo soltanto il profumo,
il profumo d’un sogno
che mai lascerà la mia mente.
Alessandria, 13 Maggio 2005
Gianni Regalzi
(Dalla Raccolta "Silenzi e Pensieri")
Ritorna violento ogni notte
quel tuonante tormento
che m’annega la mente.
Rimbomba la voce di chi,
in quella notte di sogno,
immersa con me in melodie,
compiva il mio sogno segreto.
I suoi occhi socchiusi
mi porse e in quell’istante
la mia anima nera,
d’incanto divenne radiosa.
Non so cosa feci,
non so cosa dissi,
ricordo soltanto il profumo,
il profumo d’un sogno
che mai lascerà la mia mente.
Alessandria, 13 Maggio 2005
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Re: Gianni Regalzi
CALIGINE NEGLI OCCHI
La nebbia mi preclude ogni visione,
soltanto freddi suoni in lontananza.
Un magma fra rintocco di campana
e il rauco vaneggiar d’un ubriaco.
Braccia protese, mani bianche e stanche,
farfalle prive ormai d’ogni colore.
Qualcosa mi trascina verso il pozzo.
Nel pozzo non c’è l’acqua, solo fango,
una colomba morta ad ali schiuse
e in fondo a quella via un tunnel spento.
Alessandria, 16 naggio 2013
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(Dalla Raccolta “Silenzi e Pensieri”)
La nebbia mi preclude ogni visione,
soltanto freddi suoni in lontananza.
Un magma fra rintocco di campana
e il rauco vaneggiar d’un ubriaco.
Braccia protese, mani bianche e stanche,
farfalle prive ormai d’ogni colore.
Qualcosa mi trascina verso il pozzo.
Nel pozzo non c’è l’acqua, solo fango,
una colomba morta ad ali schiuse
e in fondo a quella via un tunnel spento.
Alessandria, 16 naggio 2013
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Re: Gianni Regalzi
PENSAVA IL MIO TRAMONTO AD ALBA CHIARA
Soltanto un sua lacrima è bastata
a far del mio tramonto un’alba chiara,
stille di calde stelle nei suoi occhi.
Gioia, allegria, a volte anche dolore
m’aleggiano dintorno nell’attesa
che un suo sorriso sbocci come un fiore.
Ma dal profondo pozzo del silezio
singhiozza e mi ferisce amaro pianto.
Alessandra, 22 maggio 2013
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(Dalla Raccolta “Silenzi e Pensieri”)
Soltanto un sua lacrima è bastata
a far del mio tramonto un’alba chiara,
stille di calde stelle nei suoi occhi.
Gioia, allegria, a volte anche dolore
m’aleggiano dintorno nell’attesa
che un suo sorriso sbocci come un fiore.
Ma dal profondo pozzo del silezio
singhiozza e mi ferisce amaro pianto.
Alessandra, 22 maggio 2013
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Re: Gianni Regalzi
PRUFŰM D’IN RICORD
U j’è in ricord cum riturna ant’la ment
tutt el siri quond ch’a vagh a drumì.
A l’è in ricord ch’lè divers da tücc j’ater,
l’è ‘l prufüm d’in amur ch’j’hó pèrdì.
L’era frёsch cme na róza d’Avrì
e pulid acme l’aria ‘d muntagna, ma
forse le a l’hai nenta capì
e ta m’ha dacc in dulur infinì.
A me um basta stèi auzen ogni tónt
e parlèi con la vuz del me cór,
dedichei quater vers ‘d Puesia
e ricurdet che sensa le me a mór.
Lisòndria, 3 Mars 2004
Gianni Regalzi
(El fió del Bosch e l’anvud du smój)
(Traduzione)
PROFUMO D’UN RICORDO
C’è un profumo che mi torna alla mente
tutte le sere quando vado a dormire.
E’ un ricordo diverso dagli altri,
è il profumo di un amore perduto.
Era fresco come una rosa d’aprile
e pulito come l’aria di montagna, ma
forse lei non l’ha capito
e m’ha dato un dolore infinito.
A me basta starle vicino ogni tanto
e parlarle con la voce del mio cuore,
dedicarle quattro versi di Poesia
e ricordarle che senza lei io muoio.
Gianni Regalzi
Traduzione in portoghese da Joao Francisco Carvalho
Há um perfume que eu estou de volta para a mente
Todas as noites quando vou dormir.
É uma coisa diferente dos outros,
É o cheiro de um amor perdido.
Era fresca como uma rosa em abril
e o ar limpo da montanha, mas
Talvez você não entendeu
e me deu uma dor.
apenas me mantenho a espreita agora e então
deixar falar com a voz do meu coração,
dedicando-se a quatro versos da poesia
e lembrá-lo que sem você eu morro.
Tradotta in napoletano da Sergio Tierno
L'addore e nu ricordo
-
N'addore tenghe a mmente
ogne sere ca mme corche.
Nu ricordo ca nun è comme a l'ate
n'addore è n'ammore perduto.
Era frisco comma a na rosa d'aprile
pulito comme l'aria e muntagne
ma chella nu l'ave capito
e m'a dato nu dulore infinito
M' avasta ca nge stonghe vicino ogni tanto
e nge parlo ca voce d'o core
ca nge scrive quatte vierze e puisia
e ng'arricorde ca p'essa mor'io!
U j’è in ricord cum riturna ant’la ment
tutt el siri quond ch’a vagh a drumì.
A l’è in ricord ch’lè divers da tücc j’ater,
l’è ‘l prufüm d’in amur ch’j’hó pèrdì.
L’era frёsch cme na róza d’Avrì
e pulid acme l’aria ‘d muntagna, ma
forse le a l’hai nenta capì
e ta m’ha dacc in dulur infinì.
A me um basta stèi auzen ogni tónt
e parlèi con la vuz del me cór,
dedichei quater vers ‘d Puesia
e ricurdet che sensa le me a mór.
Lisòndria, 3 Mars 2004
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(El fió del Bosch e l’anvud du smój)
(Traduzione)
PROFUMO D’UN RICORDO
C’è un profumo che mi torna alla mente
tutte le sere quando vado a dormire.
E’ un ricordo diverso dagli altri,
è il profumo di un amore perduto.
Era fresco come una rosa d’aprile
e pulito come l’aria di montagna, ma
forse lei non l’ha capito
e m’ha dato un dolore infinito.
A me basta starle vicino ogni tanto
e parlarle con la voce del mio cuore,
dedicarle quattro versi di Poesia
e ricordarle che senza lei io muoio.
Gianni Regalzi
Traduzione in portoghese da Joao Francisco Carvalho
Há um perfume que eu estou de volta para a mente
Todas as noites quando vou dormir.
É uma coisa diferente dos outros,
É o cheiro de um amor perdido.
Era fresca como uma rosa em abril
e o ar limpo da montanha, mas
Talvez você não entendeu
e me deu uma dor.
apenas me mantenho a espreita agora e então
deixar falar com a voz do meu coração,
dedicando-se a quatro versos da poesia
e lembrá-lo que sem você eu morro.
Tradotta in napoletano da Sergio Tierno
L'addore e nu ricordo
-
N'addore tenghe a mmente
ogne sere ca mme corche.
Nu ricordo ca nun è comme a l'ate
n'addore è n'ammore perduto.
Era frisco comma a na rosa d'aprile
pulito comme l'aria e muntagne
ma chella nu l'ave capito
e m'a dato nu dulore infinito
M' avasta ca nge stonghe vicino ogni tanto
e nge parlo ca voce d'o core
ca nge scrive quatte vierze e puisia
e ng'arricorde ca p'essa mor'io!
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Re: Gianni Regalzi
SAIGON
Calma inquietante, folta è la boscaglia
e sull’elmetto piange fitta pioggia.
In fondo s’intravvede la radura,
è là che giungerà la pala amica,
ma è ancora troppo fitto ‘sto fogliame
e tutto appare appeso a un filo fine.
C’è scricchiolio di passi e poi silenzio.
In lontananza tuona un rombo d’ali,
coraggio sù, coraggio son vicini,
come angeli dal cielo scenderanno
e ci regaleranno la salvezza.
Un crepitio di piombo mozza il fiato,
diventa tutto vuoto, l’ala tace
e il verdeggiar di foglie si fa sangue.
Ora c’è pace e dalla fitta pioggia
s’innalza un mesto pianto.
Alessandria, 25 maggio 2013
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http://xoomer.virgilio.it/gianniregalzi/
(Dalla Raccolta “Silenzi e Pensieri”)
Calma inquietante, folta è la boscaglia
e sull’elmetto piange fitta pioggia.
In fondo s’intravvede la radura,
è là che giungerà la pala amica,
ma è ancora troppo fitto ‘sto fogliame
e tutto appare appeso a un filo fine.
C’è scricchiolio di passi e poi silenzio.
In lontananza tuona un rombo d’ali,
coraggio sù, coraggio son vicini,
come angeli dal cielo scenderanno
e ci regaleranno la salvezza.
Un crepitio di piombo mozza il fiato,
diventa tutto vuoto, l’ala tace
e il verdeggiar di foglie si fa sangue.
Ora c’è pace e dalla fitta pioggia
s’innalza un mesto pianto.
Alessandria, 25 maggio 2013
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Re: Gianni Regalzi
SPERANZA
Intorno profumava primavera,
ma dai suoi occhi, un pianto lamentava
l’intenso sanguinar d’una ferita
che mai s’era guarita
e su ogni chiaro d’alba
tendeva opaco manto.
E si spargeva l’ombra in ogni dove
e il sussurrar di fronde si scioglieva
in una intensa e lenta nostalgia
che mai fuggiva via.
Il sole ormai tremava
In un tramonto amaro.
Ma intorno profumava primavera.
Alessandria, 26 maggio 2013
Gianni Regalzi
(Dalla Raccolta “Silenzi e Pensieri”)
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Intorno profumava primavera,
ma dai suoi occhi, un pianto lamentava
l’intenso sanguinar d’una ferita
che mai s’era guarita
e su ogni chiaro d’alba
tendeva opaco manto.
E si spargeva l’ombra in ogni dove
e il sussurrar di fronde si scioglieva
in una intensa e lenta nostalgia
che mai fuggiva via.
Il sole ormai tremava
In un tramonto amaro.
Ma intorno profumava primavera.
Alessandria, 26 maggio 2013
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(Dalla Raccolta “Silenzi e Pensieri”)
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Re: Gianni Regalzi
IL SOSPIRO DI QUELLA QUERCIA ANTICA
In questo breve scorcio d'universo
ho colto quel respiro d' Infinito
che ormai da troppo tempo si negava.
Ombre nascoste, effluvi, dolci note
m'aleggiano leggere intorno, intorno.
Il cielo è giallo grano, azzurro è il prato.
Dal folto verdeggiar d'antiche foglie
l'antica quercia recita i suoi versi.
Tendo l'orecchio e sento il suo respiro
profondo come l'eco d'un ricordo,
violento come un tuono di tempesta
e dolce come il canto dell'Aurora.
Alessandria, 3 luglio 2012
Gianni Regalzi
(Dalla Raccolta “Silenzi e Pensieri”)
http://xoomer.virgilio.it/gianniregalzi/
Traduzione in brasiliano del mio Amico JOAO FRANCISCO CARVALHO
O SUSPIRO DAQUELE CARVALHO ANTIGO
Neste breve vislumbre do universo
Eu levei a respiração do infinito
Agora você muito tempo negado.
Sombras escondidas, perfume, nota doce
Eu li por aí, passei o mouse ao seu redor.
O céu é milho amarelo, o azul é o gramado.
Desde o verdegiar exuberante de folhas antigas
o antigo Carvalho recita seus versos.
Tendem a sua orelha e sentir sua respiração
profundos como o eco de uma memória,
como uma violenta tempestade trovão
e doce como a canção do amanhecer.
Alexandria, 3 de julho de 2012
Gianni Regalzi
(Da coleção "Silêncios e pensamentos")
In questo breve scorcio d'universo
ho colto quel respiro d' Infinito
che ormai da troppo tempo si negava.
Ombre nascoste, effluvi, dolci note
m'aleggiano leggere intorno, intorno.
Il cielo è giallo grano, azzurro è il prato.
Dal folto verdeggiar d'antiche foglie
l'antica quercia recita i suoi versi.
Tendo l'orecchio e sento il suo respiro
profondo come l'eco d'un ricordo,
violento come un tuono di tempesta
e dolce come il canto dell'Aurora.
Alessandria, 3 luglio 2012
Gianni Regalzi
(Dalla Raccolta “Silenzi e Pensieri”)
http://xoomer.virgilio.it/gianniregalzi/
Traduzione in brasiliano del mio Amico JOAO FRANCISCO CARVALHO
O SUSPIRO DAQUELE CARVALHO ANTIGO
Neste breve vislumbre do universo
Eu levei a respiração do infinito
Agora você muito tempo negado.
Sombras escondidas, perfume, nota doce
Eu li por aí, passei o mouse ao seu redor.
O céu é milho amarelo, o azul é o gramado.
Desde o verdegiar exuberante de folhas antigas
o antigo Carvalho recita seus versos.
Tendem a sua orelha e sentir sua respiração
profundos como o eco de uma memória,
como uma violenta tempestade trovão
e doce como a canção do amanhecer.
Alexandria, 3 de julho de 2012
Gianni Regalzi
(Da coleção "Silêncios e pensamentos")
