Gianni Regalzi

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Gianni Regalzi
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C’È MOLTA GENTE IN CIMA ALLA COLLINA

C’è molta gente in cima alla collina,
ma stranamente regna un gran silenzio,
soltanto lievi voli di farfalle
sussurrano nel vento arcane nenie.

Di notte qualche timida fiammella
pian piano s’alza, freme e poi si perde
dove la luce è ormai un’illusione.

Geme dolente un’ombra in mezzo ai càrpini
e quando l’alba inrosa… il gallo tace.

Alessandria, 23 giugno 2013
Gianni Regalzi
(Dalla Raccolta “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)

Traduzione in portoghese
del mio Fraterno Amico João Francesco Carvalho

Há muita de gente no topo da colina
Há muitas gente no topo da colina,
Mas estranhamente, um grande silêncio reina,
Apenas ligeiros voos borboleta
Sussurrar na brisa do vento arcano.
À noite alguma chama tímida
Lentamente sobe, treme e depois perde
Onde a luz é agora uma ilusão.
Gemendo sore uma sombra em meio a penumbra
E quando a Aurora se levantou... o galo ficou em silêncio.
Alexandria, 23 de junho de 2013
Gianni Regalzi.
(da coleção "silêncios e pensamentos" dir. RIS.)
Gianni Regalzi
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I BURCE’ ‘D RIVA TANI

Ligna scüra ch’la galegia
ant’la nèbia e suta au sù.
Ligna vègia ch’la ricorda
cul bèl temp che ormai u j’è pü.

Ligna stonca ch’la purtava
gent sincera an mèž al fiüm.
Ligna frigia ch’la scaudava
cul maten-ni ad breina e füm.

L’acqua verda ui caresava
dala sira ala maten-na
e me papà co’u rêm l’andava
fin che la barca l’era pen-na.

Prisi gèra sabbia fen-na
e l’a ‘n fon, nent tont distont,
el prufil d’ina culen-na.

Quond che Tani l’era gross
e ‘n sla riva u j’era la têpa,
me žiu Pierino con la crava,
l’insidiava cuca sêpa.

Edoardo, an po pi ‘n là
an sla ligna ch’la scrusiva,
con u rêm an t’ina mon,
a l’amniva vers la riva.

Luigi, Pietro, Giulio e Mario
co’u Niblen, Pinot e Tavio
co’l burcé e’l pon da mordi,
a j’andavu a trè žü ‘l cordi.

Ma ‘stà gent che ‘n si burcé
la remava ‘n tù sidur,
u j’è armast ormai pü ‘nzên,
i son tücc co’ ‘l creatur.

Gianni Regalzi

(Traduzione dell’autore)
I BURCHIELLI DEL TANARO

Legno scuro che galleggia
nella nebbia e sotto il sole.
Legno vecchio che ricorda
quel bel tempo che non c’è più.
Legno stanco che portava
gente sincera in mezzo al fium,
legno freddo che scaldava
quelle mattine di brina e fumo.
L’acqua verde li accarezzava
dalla sera alla mattina
e mio papà col remo andava
fino a quando la barca era piena.
Massi, ghiaia, sabbia fine
e all’orizzonte, poco lontano,
il profilo di una collina.
Quando Tanaro era in piena
e sulla riva cresceva il muschio,
mio zio Pierino con l’arpione
agganciava i tronchi.
Edoardo, poco lontano
sulla barca scricchiolante,
con il remo in mano
si avvicinava alla riva.
Luigi, Pietro, Giulio e Mario
con Annibale, Giuseppe ed Ottavio
con i burchielli ed un tozzo di pane
si accingevano a gettare le reti.
Ma di queste persone
che sui burchielli remavano con fatica
non è rimasto nessuno,
sono tutti in Paradiso.

Gianni Regalzi
(El fió del Bosch e l’anvdu di Smój)
(Foto di Roby Novello tratta dal libro
Di poesie in dialetto alessandrino
“L’Obiettivo à l’Anima”
Foto di Roby Novello e
Poesie di Gianni Regalzi)
Gianni Regalzi
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QUANDO LA MOGLIE RUSSA

Quando la moglie russa che puoi fare?
Si deve solo stare ad ascoltare,
oppure andare al primo Ipermercato
con un certificato taroccato
di garanzia ancora non scaduto
e chieder che si vuole
con due venticinquenni sostituire.

E il resto che si avanza?
Lasciarlo senza indugio come mancia.

Alessandria, 21 Shevat 5775 (21/1/2015)
Gianni Regalzi
(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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LUNA NASCOSTA DA NUVOLE NERE

Fetore di paura
in quel patetico mucchio di stracci.

E dall’armadio a muro
il diabolico fascino
della bambola con gli occhi sbarrati
mi sprofonda in quel segreto rifugio
che soltanto il terrore può svelare.

Forse la fine del mondo è nascosta
nel rubinetto guasto
o nel sifone occluso del WC.

E scatole di tonno
in armonia col fuoco
sussurrano l’antica ninna nanna
del cupo uomo nero
e di rugiada all’albeggiar del giorno.

Alessandria, 21 Sivan 5775 (8/6/2015)
Gianni Regalzi
(da ”Silenzi e Pensieri” dir.ris.
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AD UNA AMICA - Gianni Regalzi

Sul limitar del baratro
ti ho teso la mia mano
ed ho sentito il gelo del dolore.
Di quel dolore freddo e intenso e crudo
che ormai da troppo tempo
aveva del tuo senno fatto scempio.

Ora mi guardi e piangi
ancora non sai bene perché piangi,
ma quelle calde lacrime
ricamano sul volto tuo stremato
qualcosa che ricorda la speranza.

Tra breve nei giardini
rifioriran le viole
ed anche tu se vuoi...rifiorirai.

Alessandria, 20 febbraio 2012 (Ore 3,45)
(Gianni Regalzi)
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Re: Gianni Regalzi

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SOLTANTO UN MESTO PIANTO

Sfioravo l’erba ebbra di rugiada
e tutto intorno cantava Primavera,
ma al limitar del bosco
quel canto cristallino
si dileguava in brividi di pianto.

Silvana selva amica, perché piangi?
M’è diventata muta l’armonia
che le tue verdi felci,
baciate dalla brezza del mattino,
spargevano nell’aria
e lo stormir di foglie
che dalla quercia antica
accompagnava l’inno del risveglio.

Ora è silenzio e pianto,
pianto e silenzio che tanto m’affatica.

Selva silvana amica,
dimmi perché, perché non mi rispondi?

Tutto è silenzio,
soltanto un mesto pianto.

Alessandria, 28 Nisan 5775 (17/4/2015)
Gianni Regalzi
(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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IL RAGGIO VERDE

L’ultimo raggio verde
si è perso ad occidente
portando con sé
l’attimo che credevo infinito,
germogliato in quell’Aprile crudele.

Ora non resta che un fatuo ricordo,
l’ombra di un sogno
ed il lento profumo
di un irraggiungibile e proibito fiore.

Alessandria, 15 Aprile 2004
Gianni Regalzi
(da “Poesie d'Amore” dir.ris.)
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