Sara


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Sommo poeta

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Messaggio 15/09/2010, 9:21

Re: Sara

La bicicletta rossa



Era solo una bicicletta rossa
con la scritta BOY sul carter
- ma non crediate fosse un carter qualunque,
sembrava quello di una moto –.

Ci correvo sopra così forte
da far invidia ai maschi.
- “Saracca” - mi schernivano
quando gli sfrecciavo davanti.
Io però mi sentivo la più forte.

Non c’è dubbio alcuno
che non fossi come le altre bambine
ordinatine, precisine, il grembiulino
sempre fresco di stiratura.

Ma "Saracca" no! Mia nonna
si ergeva a paladina agitando
il bastone sull’uscio di casa.
-“Ve la faccio vedere io la saracca!”-

Dei maschi uno era un ragazzetto
secco e lungo, figlio del pasticcere
-abitava al pianterreno
della vecchia villa che non c’è più-.

Un altro era un piccoletto tracagnotto
-tirava certi calci al pallone
che non c’era finestra del vicinato
che non ne conoscesse le prodezze-.

Per uno scherzo del destino,
dopo molti tanti anni
ho rivisto la mia bicicletta.
Sopra non c’era la bambina
che correva a perdifiato.

Un piccolo uomo insulso
sedeva con malagrazia sul
piccolo bolide rosso fuoco
e il contrasto mi apparve
così stridente da provarne, io, vergogna.


Sara (2009)

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Messaggio 15/09/2010, 9:44

Re: Sara

Inevitabilmente, ciò che attrae di più in questa poesia è il contrasto tra un passato proposto in chiave quasi epica (che porta ad un flusso di pensieri che si interrompe bruscamente, come se ci si risvegliasse da un sogno) ed un presente che sembra tradirlo con la sua mediocrità.

Una cosa che colpisce dell'animo umano è il ricordo, la tendenza ad amplificare i sentimenti provati tramite la nostalgia, la sensazione che qualcosa si sia perduto. Quando ci abbandoniamo ad esso, spesso il presente si manifesta con la sua cruda realtà.

L'uomo sopra la bici ci appare insulso non tanto perché lo sia veramente, ma perché sentiamo che possiede qualcosa del nostro passato e lo fa senza nemmeno rendersi conto di quando abbia significato per noi. Per la nostra sensibilità è come uno sgarbo, ma nella realtà dei fatti non si può pretendere che una cosa abbia, per qualcun altro, lo stesso valore che ha per noi. Questo lo sappiamo, ma fatichiamo ad accettarlo.
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Sommo poeta

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Messaggio 15/09/2010, 10:11

Re: Sara

Innanzitutto: ciao, Hywe, e un cordiale benvenuto anche da parte mia. :-)

Quello che hai scritto troverebbe piena giustificazione nei risvolti dell'animo umano, se non fosse che il "piccolo uomo" era davvero "insulso" e sedeva davvero "con malagrazia". Insomma, un dato di fatto e non un abbandono a dietrologie........

Ahahahahah

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Messaggio 15/09/2010, 10:27

Re: Sara

Non ho negato che lo fosse, ho solo sottolineato che la cosa risalta maggiormente per i motivi sopra elencati.
Grazie mille per il saluto.
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Sommo poeta

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Messaggio 16/09/2010, 22:12

Re: Sara

In memoria di Mario Rigoni Stern



Mi piaceva farmi condurre per mano
là dove il bosco dirada
e la pernice bianca ha il suo nido.
Dove un magnifico esemplare di urogallo,
reso scaltro dall’età,
ti sfidava a rimpiattino
lasciandoti ogni volta con un palmo di naso.
E percorrevo con te le mulattiere
dell’Altopiano sventrato,
terra di conquista,
baluardo di una patria misconosciuta,
sepolcreto di un crogiuolo di mille e una lingua.



Sara (2009)

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Messaggio 16/09/2010, 22:50

Re: Sara

Quest'ultimo poema mi piace particolarmente, specialmente i primi versi sono ben riusciti.
Dal momento che siamo qui per commentare, beh, commentiamo, ti dirò quel che mi piace e quel che non mi piace.

Non vorrei che si cedesse in tentazione con l'abuso di un linguaggio troppo colloquiale anche laddove non serve e per esempio trovo una stonatura quel cambiamento del soggetto: da Mi a ti. Di fatto sarebbe un'alterazione dell'ordine logico con cui si costruisce il linguaggio, ma a parte questo, dato il titolo (in memoria di...) e quindi dato che non sei tu il soggetto principale non è detto che quel cambiamento non ci possa stare, anche se di primo acchito non suona benissimo... ma forse è solo un'impressione. ;-)

Poi ovvio, il poeta che sta sperimentando il suo cammino sei tu, vedrai tu che fare.
Comunque molto, molto bella: raramente mi piacciono tematiche bucoliche, ma qui davvero mi sono sentito in montagna ad annusare l'aria e l'urogallo. ;-)
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Sommo poeta

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Messaggio 17/09/2010, 8:32

Re: Sara

…."il poeta" (parola nel mio caso grossa, mooooooolto grossa) "che sta sperimentando il suo cammino" è grato, per il tempo impiegato e per la buona volontà, a coloro che intendono esprimersi nel merito e specificamente all'"amico" Gio R., per ringraziare il quale svelerò un paio di particolari inediti.
Mario Rigoni Stern, oltre che scrittore piacevolissimo a leggersi, era persona umilissima e schiva, di grande sentire e disponibilità. Purtroppo l'ho incontrato tardi, quando ormai era malato e giunto alla fine della sua vita, ma gli sarò sempre, sempre riconoscente…..
E ora (ta ta ta taaaaaaa), caro Gio R., una cosa che ti farà piacere :-) : condivido ciò che hai scritto a proposito del "cambiamento di soggetto"; anche a me è suonato male ma non ho saputo risolverlo in modo più acconcio, sicché mi sono autoindulta…………… :lol:

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Messaggio 17/09/2010, 23:06

Re: Sara

ma forse quel ti è un po' come nella frase "allo scoppio ti viene una paura" Quel ti puo' essere tutti.
Non so se mi spiego.Non si riferiva particolarmente a Rigoni ,per cui la rottura non c'è o è inavvertibile.
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Messaggio 18/09/2010, 20:32

Re: Sara

Caro Gilberto, hai sempre grande garbo nel commentare e nel soccorrere i "poeti" in erba, ma devo , mio malgrado ;-) , dare ragione a Gio. E sai perché? Perché era proprio Rigoni Stern ad esser beffato dall'urogallo, nel senso che più di una volta aveva tentato di cacciarlo, senza tuttavia riuscire a sorprenderlo.

Ciaooooooooooo :-)

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Messaggio 18/09/2010, 21:21

Re: Sara

Cara Sara ero già certo che fosse Rigoni Sterne ad essere giocato dall'urogallo ,come chiaramente si legge,ma ciò nonostante quanto ho detto su è ancora valido.
ito nami
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Messaggio 19/09/2010, 11:59

Re: Sara

ito nami ha scritto:Cara Sara ero già certo che fosse Rigoni Sterne ad essere giocato dall'urogallo ,come chiaramente si legge,ma ciò nonostante quanto ho detto su è ancora valido.



da noi si dice: "per il rotto della cuffia".......... :lol:


ciao, Gilberto, e buona domenica a tutti! :-)
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Messaggio 22/09/2010, 17:32

Re: Sara

In ottemperanza al cambio di stagione, l'avatar cambia: da Van Gogh a Uri Lesser (chi è stato a Berlino, non può non aver percorso il famoso Siegesallee)
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Messaggio 02/10/2010, 14:35

Re: Sara

La noia


Sono giorni
che dalle spalle
scrollo come polvere
la noia.
Si stacca
poi ricade
sempre uguale
irritante.
Quando verrà
primavera?


Sara (2009)
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Messaggio 02/10/2010, 15:15

Re: Sara

A commento pittorico del componimento che precede, un'opera di uno dei più grandi pittori statunitensi del Novecento: Edward Hopper, Room in New York, 1932

Immagine

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Messaggio 03/10/2010, 11:41

Re: Sara

Interessante la poesia La Noia, sarebbe magari altrettanto interessante vederne un seguito od altre sfaccettature in future poesie, secondo me la noia è un argomento da affrontare molto più difficile di quel che si pensi: vi sono mille modi scontati di raccontare la noia, ma poche son le maniere di rendere veramente l'esperienza della noia attraverso la carta. Il tuo è un modo. Un modo veloce, lapidario, che non lascia scampo ad altro all'immaginazione e per questo lodevole, dacché sfrutta lo stesso meccanismo con cui la noia opprime. Per di più questo argomento da mal di testa non ha solo tante sfaccettature, ma esistono anche diversi tipi di noia, che possono andare da quella che hai descritto tu, a quella insuperabilmente e superbamente descritta da Leopardi, o ancora la noia dei sensi, un po' come ne parla Mons. Della Casa nel suo Galateo o ancora c'è una maniera tutta intimista, del tutto in accordo con quanto hai espresso tu con questa poesia, di esprimere la noia e mi può venire in mente, ad esempio (anche se il tema non è la noia, ma quasi ci siamo) Pressione Bassa di Giorgio Gaber.
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