Gianni Regalzi

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Gianni Regalzi
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Re: Gianni Regalzi

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LUI (Io?)

Nell’ombra della notte, come un’ombra
s’immerge negli abissi del peccato
per ritrovar quel brivido di vita
che era svanita al rosa dell’aurora.

Nera la luce, il desiderio è nero
di ciò che il sole sempre gli ha negato.

La luce acceca, il buio da ristoro
e in questa fonda tenebra s’annega.

A volte volge il volto verso il cielo
e pensa con la mente un po’ tremante:
“Però come son belle quelle stelle”.

Alessandria, 26 giugno 2013
Gianni Regalzi
(Da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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SI TINSERO DI TIRO LE SUE GOTE

Si tinsero di Tiro le sue gote.

Il petto le ansimava per l'affanno
e la malvagia lama
il cuore Le trafisse.

Stille di caldo sangue
si sparsero d'intorno
e dalla nuda terra nacque un fiore.

Alessandria, 17. Sivan 5780 (9/6/2020)
Gianni Regalzi
(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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NON SEMPRE UN LUCCICHIO E' POESIA

Baluginano luci in fondo al pozzo
che dell'argento grigio hanno il profumo.

Son forse raggi timidi di luna?
Son vagabonde lucciole smarrite?
Son fuochi fatui appesi ad un sospiro?

A no, prego scusate,
son solamente pesci
che ha messo la mia nonna l'altra sera
per mantenerli freschi, in fondo al pozzo
e preparare un ottimo carpione.

Alessandria, 4 Sivan 5776 (10/6/2016)
Gianni Regalzi
(da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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Re: Gianni Regalzi

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PUOI STRINGERE NEL PUGNO UN’EMOZIONE

Puoi stringere nel pugno un’emozione,
ma nella notte nera e senza pace
l’olezzo dell’umana indifferenza
ti straccia e ti contorce ogni speranza.

Resta una breve luce, un solo istante
per cogliere l’Ambrosia che è celata
in quel lontano Atollo profumato
disperso in mezzo a un mare tutto Fango.

Alessandria, 16 ottobre 2013
Gianni Regalzi
(Da “Silenzi e Pensieri” dir.ris.)
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TRISTEZZA

Rimane sempre lì
nascosta nei risvolti dei ricordi.

Si manifesta ambrata,
confusa nelle ombre della sera
o in una melodia ormai scordata
che all’improvviso sboccia come un fiore.

È Lei che a volte avvolge come il miele,
a volte invece brucia come lava,
a volte ti è compagna, a volte amante,
ma spesso ti conduce verso il Gorgo
che ha quel profumo intenso di FOLLIA.

Alessandria, 30 maggio 2014 (5774)
Gianni Regalzi
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Re: Gianni Regalzi

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CHIURLAVA LA CIVETTA

Chiurlava la civetta
sui coppi arrugginiti di una chiesa
mentre d’intorno l’aria,
dal rosa del tramonto,
si trasformò ben presto
nel nero e triste manto della notte.

Alessandria, 18 aprile 2014 (5774)
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INESORABILMENTE IL TEMPO TUONA

Nell’appannato silenzio dell’aurora,
mentre la penombra
si fa pian piano luce,
m’illudo di ascoltare quella voce
che tanto tempo fa
faceva l’eco alle onde dei miei sogni.

Ora l’inverno ha steso il crudo manto,
il buio, il pianto e il gelo
sono arrivati e bussano alla porta.

Sposto il pensiero a lato,
ma inesorabilmente il Tempo Tuona.

Alessandria, 18 Nisan 5775 (7/4/2015)
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APPASSITO TRAMONTO

In quelle brevi aurore profumate
cercavo inutilmente la speranza
di cogliere il calor dell’orizzonte,
ma inesorabilmente l’infinito
lasciava alla mia mano una chimera.

Ora l’autunno bussa alla mia porta
e senza che la mente mia lo voglia,
col vento e con la sabbia dentro gli occhi
sento appassir di noia il mio tramonto.

Alessandria, 30 gennaio 2013
Gianni Regalzi
(Dalla raccolta “Silenzi e Pensieri” Dir.Ris.)

Traduzione in portoghese del mio caro Amico
Joao Francisco Carvalho

A PASSAGEM DE UM POR DO SOL

Naquela curta aurora perfumada
Eu tentei em vão na esperança
de captura o calor do horizonte,
Mas certamente o infinito
deixou a minha mão uma quimera.

Agora o outono está a bater à minha porta
e sem que minha mente o desejava ,
como o vento e areia nos olhos
me vejo agora passar o meu pôr do sol.

Alexandria, 30 de janeiro de 2013
Gianni Regalzi
(Da coleção "Silêncios e pensamentos")
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ACIDO AMARO

Arcobaleni d'Acido,
pupilla dilatate
e l'universo intorno si fa fatuo.

Spilli, bottiglie e affanni
voragini roventi
e a un tratto un prato verde d'erbe e viole.

Quegli occhi senza ciglia,
un velo impenetrabile,
e un'illusione nata e morta insieme.

Ora dal pozzo fondo,
a poco a poco salgo,
mi attende solamente amaro fiele.

La verde foglia sai, poi appassisce
e il peso del reale si fa grave.

Alessandria, 30. Sivan 5780 (22/6/2020)
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DALLA CANTINA UN PIANTO

Non so cosa succede,
si chiudono sbattendo le persiane,
si muovono gli oggetti inanimati.

C’è nebbia, tanta nebbia nel cortile.
Sento un vocio maligno che dal pozzo
pronuncia sibilando il nome mio.

Luce nascosta, spilli dentro gli occhi,
sabbia rovente e fango tra le dita,
acuminati cocci di bottiglia
feriscono i miei passi
e dal mio naso scorre caldo sangue.

Mi brucia la paura e giù in cantina
si sente un dolce canto di bambina
che dopo un po’ si fa penoso pianto.

Alessandria, 13 Iyyar 5775 (2/5/2015)
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L’ANGELO D’INFERNO

M’apparve all’improvviso quel Bagliore
nel torrido Torpore d’un Estate
che in una cupa notte senza stelle
m’ha intorbidito l’anima dannata
dal turpe Desiderio di Peccare.

Era una Luce Lenta e intensa insieme
come di fuoco fatuo amplificato
dall’Angelo d’Inferno a me vicino.

Rosse d’ardente brace le sue Labbra
su un volto che sembrava di bambina.
Sapore amaro Miele la sua pelle
come la vana attesa del mattino.

Venne il Tormento come la bufera
che affanna senza posa gli Occhi e il Cuore
tarpando alla ragion Speme d’Aurora.

Poi fu Silenzio colmo di parole
e d’Echi mai più udite
nell’estenuante attesa
dell’ultimo momento d’Infinito.

Alessandria, 3 Maggio 2008
Gianni Regalzi
(Da “Poesie d’Amore” dir.ris.)
(Foto by Web)
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Alessandria, 5 Tishri 5775

LE CIGLIA E LA FARFALLA

La libertà ci cela
nelle ali di Farfalla.

E la Felicità?

Nell’attimo infinito
d’un battito di ciglia.

Alessandria, 3 ottobre 2013
Gianni Regalzi
(Da “Silenzi e Pensieri” dir. ris.)
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Re: Gianni Regalzi

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L'ABISSO

Mi son destato all'ombra di un abisso,
soltanto nebbia fitta, neanche in fiore.

Ora il mio tempo è fermo,
la luce è un'illusione,
e dal profondo pozzo urla e lamenti.

Alessandria, 7 Ottobre 2017
Gianni Regalzi
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Messaggio da Gianni Regalzi »

LA SIGALA ‘N PARADIZ

U stava nòcc e dì setà ‘n s’la porta
còn la sigala ‘n buca semper smorta
la barba l’era biònca cme faren-na
e alziva an ti sò ògg ina gròn pen-na.

S’l’avghiva cucadёn cu s’auzinava,
al fava finta ‘d niente e us girava,
ma se a pasava mé, ancura am viz,
um regalava semp in bèll suriz.

D’allura u j’è pasà tònt ad cul temp,
ma um smea ch’ ui sea ammac pasà ‘n mument.
Chissa che fen ch’l’à facc cul car vègёt
cu stava semp setà ‘n su sò scagnёt

d’istà, d’invèr, davanti a cula porta
con la sigala ‘n buca semper smorta?
J’è di mument che propi tònt um mònca
l’è quònd ch’a vigh an ciel ‘na niula biònca
e a pens ch’la sea la füm d’la sò sigala
che forsa ‘n Paradiš u l’à ‘nviscaja.

Lisòndria, 11 Mars 2006
Gianni Regalzi
(El fiò del Bosc e l’anvud du Smoj)
(DA "L'Obiettivo e l'Anima" dir.ris.)

Traduzione dell'Autore.
(La traduzione in lingua
non rispetta la metrica
propria dell'originale
formata da endecasillabi piani e trinchi,
privandola quindi della musicalità)

LA SIGALA IN PARADISO

Stava notte e giorno seduto davanti alla porta
Con la Sigala in bocca sempre spenta
La barba era bianca come farina
E leggevo nei suoi occhi una gran pena.

Se vedeva qualcuno che si avvicinava
Incurante si voltava dall’altra parte,
ma se passavo io, ancora mi ricordo,
mi regalava sempre un bel sorriso.

D’allora è trascorso tanto tempo,
ma sembra sia passato solo un momento.
Chissà che fina ha fatto quel caro vecchietto
che stava sempre seduto sul suo sgabello

d’estate, d’inverno, davanti quella porta
con la sigala in bocca sempre spenta?
Ci sono dei momenti che mi manca tanto
è quando vedo in cielo una nuvola bianca
e penso che sia il fumo della sua “SIGALA”
che forse in Paradiso, l’ha accesa.

Gianni Regalzi
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