Giancarlo A.


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Messaggio 12/06/2004, 23:25

Giancarlo A.

Stringimi forte

"Stringimi forte"
continuavo a ripeterti
quando avevi due anni.
Con le tue piccole braccia
Mi avvolgevi di innocenza.

Sotto cieli di bunker

Erano già stelle i lampi delle granate.
Brillavano sotto cieli di bunker
come sentinelle di giovani inermi
L'acciaio della guerra
corrompeva coscienze di pace.
Saltava il grano di luglio
dalla bocca dei nostri figli.
Ogni giorno inventavano
l'odio e l'amore.
Sputavano sangue
senza vendetta.
Mancava lo spazio
per far posto alla vita.
Un foro di morte
li ha colpiti alla fronte.
Soltanto le madri
erano ignare delle mani di pietra
e dei volti di ferro ormai arruginiti.
Io,
che li ho visti morire sotto cieli
di bunker
non ho più il coraggio di guardare
le stelle.




POESIA

Quasi coltelli di pietra
i tuoi occhi mi fissavano
tanto intensamente
che non ho potuto fare a meno di arrossire.
Quando te ne andasti
non avevano patria le nostre memorie.
Ma la notte scese feroce
a parlarci sottovoce
(tu lontana
io bruciato dal vento)
di un passato che ha lasciato sospesi
giorni innocenti
e cadenze d'amore
incarnate nel tempo
delle nostre speranze.

________________________________________

Ogniqualvolta
mio figlio
mi chiama
GIANCARLO
il tempo
sembra fermarsi.
________________________________________

Sotto cupole
scolpite nell'aria
paesi pregano.
E bestemmiano anche.
Ultima modifica di Giancarlo il 24/03/2005, 11:57, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio 07/03/2005, 22:35

Che bella!
Le stelle, quelle vere, troveranno
lo spazio, per far posto alla vita.
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Messaggio 19/03/2005, 16:11

E sabbia.
E mare.
E una vela lontana
che guida il mio sguardo
verso l'orizzonte.
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Messaggio 19/03/2005, 16:18

E' di chi resta

E'
di chi resta
ogni giorno
sempre più l'ultimo.
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Messaggio 01/04/2005, 17:05

Da casa mia
vedo l'autunno
rosso mattone.
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Messaggio 30/04/2005, 15:17

TEREZIN (*)


Qui non ho visto farfalle volare
ma solo fame e paura aggredire noi tutti.
Avevamo stelle cucite sui cuori.
Giocavamo nei cimiteri all’ombra di
torture e deportazioni.
E dimenticavamo anche l’ultimo saluto
dato ai compagni rimasti in città.
Non parlavamo di vite inventate
bensì di infanzia tremenda con parole di sangue.

Qui non ho visto farfalle volare
ma carri funebri trasportare il pane.
Sognavamo fate ed al risveglio
incubi mordevano l’aria.
Ci stringevamo per mano durante gli appelli.
Molti cadevano in ginocchio
ed i loro lamenti fuori dal tempo
erano soffocati dalle grida delle SS.
Anche il nostro pianto non aveva più lacrime.

Qui non ho visto farfalle volare
ma altre notti scendere nell’anima
per chiudere ferite ogni giorno riaperte.
L’infanzia ormai dorme lontano da noi.
Io sono uno dei cento fanciulli sopravvissuti
su quindicimila.
Degli altri rimangono soltanto i disegni
e la cenere dispersa nei campi di morte
verso nuvole di pietà.

Qui non ho visto farfalle volare
ma solo bambini salire nel cielo
con i loro innocenti dipinti.

Sulla via di Damasco,
nei silenzi misteriosi di Dio,
rinascere è inevitabile.

(*) Città ghetto a 60 Km da Praga
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Sommo poeta

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Messaggio 04/06/2005, 15:44

Quanto sono belle queste poesie....struggono l'animo.
E' proprio vero ognuno di noi ha come un marchio addosso nell'esprimere le proprie esperienze .
Il tuo è superbo, con quel suo andare tra i ricordi col passo in grigio,ma con il distacco nebbioso del tempo,che cuce continuamente addosso ogni filo,lo riprende se per caso scappa...,memoria per l'anima che ricerca nel passato un senso al futuro...

irene
E nel cielo, i sogni, luce d'umano che sente, respirano l'infinito.

irene pizzimenti
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Messaggio 04/06/2005, 16:42

Mi sono accorto adesso che avevi gia letto i miei versi. Sei troppo buona nel giudicarli ma soprattutto sei splendida nel descriverli. Grazie. Un saluto carissmo da Giancarlo A.
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Sommo poeta

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Messaggio 05/09/2005, 23:36

versi che trasportano per la connotazione di elegante e dolce signorilità d'espressione, stile e contenuto.
e' sempre un trionfo per laPoesia scrivere----------per Lei ----------Donna dagli occhi bendati.

io la immagino così ...
eterea ed imparziale-
non guarda---ascolta ....................................poi vola!

complimenti

irene pizzimenti.
E nel cielo, i sogni, luce d'umano che sente, respirano l'infinito.

irene pizzimenti
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Messaggio 06/01/2006, 12:55

OCCHI DI GATTO

Occhi di gatto
nel buio della notte.

Lampi d'amore
simili a maestrale impazzito.
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Messaggio 06/01/2006, 13:05

NOI DUE


Ho smesso di guardarti attraverso le lenti degli occhiali.

Che importa quante sono le tue rughe,
il colore dei capelli
e se il tuo corpo non ha più vent’anni.

Adesso il mio amore per te
è silenzio trasognato,
è sale azzurro,
è magica stagione.

Ubriaca l’odore del tuo corpo
quando sei vicina.

Entri di soppiatto nella segreteria telefonica
con la voce che m’innamora.

Il tempo ci sovrasta
in ore nuove.

Noi due
e più nessuno manca.

Messaggio 06/01/2006, 22:47

Giancarlo ha scritto:NOI DUE


Ho smesso di guardarti attraverso le lenti degli occhiali.

Che importa quante sono le tue rughe,
il colore dei capelli
e se il tuo corpo non ha più vent’anni.

Adesso il mio amore per te
è silenzio trasognato,
è sale azzurro,
è magica stagione.

Ubriaca l’odore del tuo corpo
quando sei vicina.

Entri di soppiatto nella segreteria telefonica
con la voce che m’innamora.

Il tempo ci sovrasta
in ore nuove.

Noi due
e più nessuno manca.




°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

molto bella, riempie di nostalgia e di amore gli occhi.
e' una carezza che, raccoglie per la strada l'anima, nel suo andare silenzioso che sa di sogno, ricordo di passi senza più coppie di orme accanto.
Un amore vestito d'aria contro e oltre lo stesso tempo.
Indiscutibilmente incanta.

irene p.


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°à
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Messaggio 15/01/2006, 16:44

VORREI CHE FOSSE PRIMAVERA

Se tu mi volessi accompagnare fra strade di infinite memorie
vorrei che fosse primavera
per regalarti tutti i fiori di campo, per tenerti la mano
e sentire il sole esplodere nella mia,
per chiamarti quando scende il crepuscolo
ed udire solo il suono della tua voce sospesa.

Se tu mi volessi accompagnare vorrei che fosse primavera
per rubare al bosco cuccioli d’abete
e trapiantarli nel tuo complice giardino.

Nel tempo dei distacchi, in un vortice di gialli,
fiorisce, a primavera, la mimosa piena di magia.
Femmina in agrodolce, la tua ombra, come un cuscino d’aria
soffiata dagli angeli, si posa sull’onda leggera del mare
e si nasconde nelle ali blu di una libellula per volare
verso finestre colorate accese sui labirinti dell’anima.

Vorrei che fosse sempre primavera
per osservare insieme pavoni danzare
e raccontarti favole di sirene incantate.

Se a primavera qualcuno mi volesse accompagnare,
qualora diventassi cieco, vorrei che fossi tu
perchè conosci il mio andare e le mie pause.
Conosci i sentieri dei miei tormenti e delle mie gioie.
Sai delle mie incertezze, del mio passato e del mio presente.
Conosci i miei gesti, le mie carezze ed il mio mondo rovesciato.

Se questo sogno,
mentre si squama nell’aria ormai color ruggine,
dovesse finire, vorrei che fosse primavera
amore mio.

Messaggio 16/01/2006, 2:54

versi delicati che raccontano di un cammino lungo fatto insieme.
colori della natura tingono color pastello le pagine a fisarmonica di vite che tra sentieri, incertezze, carezze e sogni, merita sempre di essere vissuta sino in fondo.
Versi che si porgono come speranza ed omaggio alla donna amata.

irene
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Messaggio 17/01/2006, 12:03

TU COSI’ NUDA


Non chiedermi se sarai tu,
in un giorno di pioggia,
a sollevare il vento e ad aprire le nuvole.

Per te ho scritto tutto il mio declino
ed ora invento canzoni mute
di amori lontani in attesa che
alghe lunari sfiorino la pelle.

Non chiedermi se sarai tu
a prendermi per mano
sull’onda alta del mare sconosciuto.

E’ simile ad un ballo indiano della prateria
la tua purissima voglia di vivere
nata di buon mattino senza scarpe ai piedi.

Non chiedermi se sarai tu
ad inventare albe autunnali
come sassi erosi dal tempo.

Nella voglia di gelato
(che riaffiora dai ricordi dell’infanzia),
nella nebbia insonne,
nelle labbra mendicanti,
nelle fusa sovrumane
non sai quanti sogni sgualciti
mi hanno parlato della tua immobile fragilità.

Non chiedermi se sarò io
ad attenderti nel cielo senza angeli
davanti ad un altare vuoto.

Scriverò con la punta verde del ramarro
di questo mio cuore che è ancora in ansia
e non sa più come parlarti
mentre noi,
uniti da un illogico destino,
continuiamo ad amarci come la prima volta:

tu così nuda,
io così smarrito.
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