Sara


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Moderatori: Luca Necciai, ito nami

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Messaggio 03/07/2010, 19:27

Sara

A novantanni



Non lo dice per un garbo antico
ma so bene che lo pensa.
“Non puoi immaginare quanto
sia dura la vita a novantanni!”

La madre piange lacrime silenziose
-ma lo vedo- è disperata
mentre invoca il suo dio
e le anime sante dei defunti.

“Portatemi con voi nel mondo
dove tutto si azzera
perché io bambina possa correre
a piedi nudi lungo argini di torrenti
o trascinare con forza di ciclope
il carretto costruito da mio padre
con quattro assi e due vecchie ruote.

Portatemi con voi nella casa natale.
Lasciatemi ascoltare le care voci
-gli strepiti dei bambini,
i rimbrotti degli adulti-.

Non fatemi aspettare ancora.
Sono decrepita ormai e
la morte non mi spaventa.
E’ della vita che ho paura”.


Sara, 2009
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Messaggio 04/07/2010, 10:38

Re: Sara

I piedi doloranti


I piedi doloranti nelle scarpe logore
il volto riarso dal vento e dal sole
pellegrini in terre straniere
tra genti di ogni razza e colore
siamo giunti insieme alla sorgiva
casualmente -si dice poi il fato-.

Sfiniti siam crollati a bocconi
come bestie il muso affondato nell'acqua
abbiamo bevuto e ancora bevuto
quell'acqua cristallina e dolce
incuranti dei villici che ci osservavano con sospetto
e bisbigliavano tra loro chissà quali congetture.

Poi sollevata la testa ci siamo visti.
Ti conoscevo? no. Mi conoscevi? no.
Eppure quel guardarsi -un lungo attimo-
quell'interrogarsi con gli occhi................
Così senza parole ci siamo riconosciuti:
eri tu quello che aspettavo ero io quella che aspettavi.


Sara (2009)
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Messaggio 05/07/2010, 21:30

Re: Sara

Il novantadue



Sciocche donnette e autisti canuti
- tra il gracchiare della radio anni sessanta,
tra chi dorme e chi si perde –
ciarlano in continuazione di niente.
Vado in fondo così non li sento. Qui
un olezzo di fiati e abiti sporchi alligna beffardo.
Qualcuno scende.
Mi sposto vicino all’uscita – almeno entra aria fresca –
Il mio stomaco trova finalmente pace.
Mezzora è dura da passare nel nero più nero della pece.
In alto l’orologio segna l’ora sbagliata – sempre –
In via Marconi scende una delle donnette tra cori di ciao.
In via dei Mille scendono le altre.
Ora siamo tutti silenti, quasi increduli.
Anche l’autista ha spento la radio.
Inizia a far luce: è l’alba



Sara (2009)

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Messaggio 06/07/2010, 9:12

Re: Sara

Cara Sara,

anche se quell'orologio segna sempre l'ora sbagliata... sempre un'altra Alba arriva.....

Grazia Sara,
Gianni Regalzi - Alessandria
http://xoomer.virgilio.it/gianniregalzi/
gianni.regalzi@libero.it
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Messaggio 06/07/2010, 9:28

Re: Sara

Gianni Regalzi ha scritto:Cara Sara,

anche se quell'orologio segna sempre l'ora sbagliata... sempre un'altra Alba arriva.....

Grazia Sara,
Gianni Regalzi - Alessandria
http://xoomer.virgilio.it/gianniregalzi/
gianni.regalzi@libero.it




Buona giornata,Gianni, e un grazie sincero per la calda accoglienza.

Sara
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Messaggio 06/07/2010, 9:33

Re: Sara

Michelangelo Buonarroti



“Nulla dies sine linea”.
L’impegno la tenacia il senso della vita.
Arrivi a cavallo della terza età
- o ci sei già dentro? -
e ti chiedi: -“Cosa ho fatto finora?
come ho speso il mio tempo?”-
Ti sarà duro il morire
sapendo che niente hai fatto
se non riprodurre in un altro
la tua esistenza mancata.
Lo scultore con le mani di Dio
sapeva tutto questo molto bene
quando sbozzava i suoi Prigioni
o quando sull’alto del trespolo
a testa rovescia pennellava la volta
e giù dabbasso Giulio gli gridava
di far più presto che a lui di tempo
gliene avanzava poco.


Sara (2010)
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Messaggio 07/07/2010, 7:11

Re: Sara

Gli uomini



Sono scanzonati gli uomini.
A loro tutto è permesso:
comportamenti,
linguaggio.
Sono frenate le donne.
A loro niente è permesso:
comportamenti,
linguaggio.
- “Non è femminile”-
ci riprendono con disgusto.
E mi andrebbe anche bene
se mi accogliessero
maschio fra maschi.


Sara (2009)
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Messaggio 08/07/2010, 7:16

Re: Sara

Le donne



Come volentieri vi assesterei
un calcione
sul deretano nudo
quando con convinzione
vi dimenate come tante possedute.
Come volentieri allungherei
una gamba quando dondolanti
su tacchi altissimi
incedete diafane sulla passerella.
Ricordate? Non potete ignorarlo:
c’è stata una stagione nella quale
le donne si sono liberate
di sottane lunghe e strette,
reggiseni e guépières,
reggicalze e tacchi a spillo.
Si gridò che era la morte
del desiderio maschile
e altre sciocchezze del genere.
Molto meglio allora essere stuprate
alla fermata dell’autobus
da uomini assetati
di null’altro che sesso.


Sara (2009)
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Messaggio 09/07/2010, 7:20

Re: Sara

Amo



Amo la prima notte
quando i rumori della casa
si attenuano
e posso finalmente rimanere
sola con me stessa.
Le immagini della giornata trascorsa
si affollano disordinatamente ai miei occhi.
Il cane cieco si mescola col tonno di quaranta chili;
i segni della pietà recisi con la borsa sotto anche oggi;
le iniezioni di liquidità con i precari che manifestano.
Solo quando arrivo a mio figlio,
mio unico meraviglioso frutto maturo,
scatta il fermo immagine
e si alza un turbinio di emozioni,
un sentire caldo di gioie e timori.
Cosa lo attenderà?
Sarà in grado di affrontare il mondo?
Suo padre ed io lo avremo
fortificato abbastanza?



Sara (2009)

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Messaggio 09/07/2010, 20:10

Re: Sara

i figli pensiero dominante,cara Sara, non si scappa,notte e giorno,fino a sistemazione.
ito nami
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Messaggio 10/07/2010, 7:01

Re: Sara

Rimpiango gli anni



Rimpiango quegli anni
più di tutti gli altri………
gli anni della speranza,
della fede certa
che tutto mi avrebbe arriso.
Poi il giovane virgulto fu tratto
dal semenzaio chiuso della famiglia.
Non più protetta dagli insulti del mondo,
vacillai, caddi, mi rialzai,
caddi di nuovo e ancora mi rimisi in piedi.
A guardarlo ora
il fusto appare tormentato
–non come betulla nordica –
e qua e là ferite inferte
da mani sacrileghe
hanno inciso la corteccia fino all’alburno.
Rimpiango quegli anni…..
ma le radici sono salde
e il mio frutto è dolcissimo.



Sara (2009)

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Messaggio 12/07/2010, 9:35

Re: Sara

I frutti dei gelsi, il profumo dei tigli...immagini che riportano alla mente il tempo passato.

Gianni (Alessandria)
a Presto
gianni.regalzi@libero.it








STORMIR DI FRONDE E IN FONDO LA COLLINA

Stormir di fronde e in fondo la collina.
L’intenso odor dei tigli mi stordisce.
La quiete mai come ora m’è vicina
nessun affanno strano mi ferisce.

Soltanto un vago senso di languore
pervade dolcemente la mia mente
non sento più quel gelo dentro al cuore
e l’anima riposa dolcemente.

Dal sole il grano ha attinto tutto l’oro
dal sangue della terra il rosso il fiore.
Dall’indaco del ciel si leva un coro

che bacia il verde prato di colore
e mentre volgo l’ochhio al gelso moro
nell’ombra della sera il giorno muore.

Alessandria, 4 giugno 2009
Gianni Regalzi
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Messaggio 12/07/2010, 10:49

Re: Sara

Caro Gianni,
ti auguro una buona giornata e ti ringrazio per aver pubblicato tra le mie: lo considero un segno di prossimità e ne sono lieta.

Ciao. Sara
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Messaggio 12/07/2010, 10:51

Re: Sara

Quando ci mancherà il coraggio


Quando ci mancherà il coraggio
di metterci in gioco.
Quando ci vergogneremo
di mostrare i nostri sentimenti.
Quando il timore di venire sconfitti
ci farà desistere dal tentativo
di realizzare le nostre aspirazioni.
Quando l’orgoglio avrà la meglio
sulle nostre scelte di vita.
Molta parte di noi avremo sprecato
e non ci verrà resa mai.
Quanti incontri mancati!
Quante occasioni perdute!
Come il can per l’aia,
meneremo la nostra esistenza
affannandoci per problemi inesistenti
e fingendo massimamente una felicità
fatta di denaro e di sfoggio.



Sara (2009)
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Messaggio 14/07/2010, 10:51

Re: Sara

Le badanti


Sono ucraine, russe, moldave.
Vengono da paesi smembrati
dove hanno lasciato
figli ancora piccoli,
usanze, lingua,costumi.
Lavorano sodo
e sognano di tornare
e comprare casa
nel villaggio dove un tempo
c’erano distese di vigneti
e alte piante di tabacco.
Se soffrono,
lo fanno con pudore,
nel chiuso delle loro stanze
la notte, quando nessuno le vede.
Son donne forti, positive,
che della vita
hanno conosciuto il peggio
e perciò si aspettano il meglio.



Sara (2009)
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