Michele Collatina


ogni scrittore può aprire un topic con il proprio nome o pseudo, all'interno del quale pubblicare le proprie poesie per tornare ad aggiornarlo in seguito con nuovi scritti..

Moderatori: Luca Necciai, ito nami

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Messaggio 24/10/2009, 19:15

Michele Collatina

Passchendaele (Ypres 1917)

Passchendaele,
ti ricorderai di me dentro quel fango
ed un mare che sbarrava il mio ritorno
ma tante croci come me, avrai capito,
non si chiedevano il perché

Passchendaele,
a novembre non avevo più un amico
solo il fango come un gelido vestito
Bruciava il cielo nella notte
sulle croci disperate
e io sognavo di andare via

Ma la tua pioggia
cadeva lenta
sciogliendo il fango
sulle mie lacrime
- A diciott'anni la vita è un filo di seta -
cantava all'alba il vento ancora

Passchendaele,
quel mattino mi mostrasti le tue lame
e io vidi che erano lame di fango
per tante croci come me, hai già capito,
qui nelle Fiandre il vero re

Passchendaele,
ti ricorderai di me sotto quel fango
e una madre che pregava il mio ritorno
Bruciava il cielo nella notte
sulle croci addormentate
e non potevo più andare via

Ma la tua pioggia
cadeva lenta
sciogliendo il sangue nelle mie lacrime
- A diciott'anni la vita è un filo di seta -
cantava all'alba il vento ancora

Passchendaele,
please remember not to burn another sunrise
in that jolly lonely place,
and lay down forever

Now sing, sing joyfully
cause the tears have gone
sing, sing loud if you can
and think
you see the mud
and you see the rain
while you see the words carved on my grave.
Ultima modifica di Michele Collatina il 16/11/2009, 19:43, modificato 2 volte in totale.
Michele Collatina, AKA Stolcius Von Stolcenberg

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Messaggio 24/10/2009, 19:25

Michele Collatina

LYEDRA

Lyedra,
troverò la strada che porta al castello
di pietre d'argento
dove prigioniera intessi trame di sogni
con fili di nebbia temprati dal pianto

Lyedra,
le verdi colline da tempo ho lasciato
Brandendo la spada di sangue ho bagnato
le nere terre degli elfi
In mille sentieri ho udito la tua voce...

"Non dimenticarmi
Io esisto
non solo nei tuoi sogni
Non abbandonarmi
La speranza ti porterà da me"


Lyedra,
tra mille sentieri ho scelto la mia strada
di lande ghiacciate e deserti di sale
Non trovo i confini del regno
da dove mi giunge la tua canzone...

"Non dimenticarmi
Io esisto
non solo nei tuoi sogni
Non abbandonarmi
La solitudine ti porterà da me"


Lyedra,
silenzio della notte e lacrime di cera
Senza spada né destriero mi accingo al cammino
che conduce al castello di pietre d'argento
da dove tu canti una triste canzone...

"Non dimenticarmi
Io esisto
non solo nei tuoi sogni
Non abbandonarmi
Il tuo Amore ti porterà da me".
Ultima modifica di Michele Collatina il 03/11/2009, 17:37, modificato 1 volta in totale.
Michele Collatina, AKA Stolcius Von Stolcenberg

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Messaggio 24/10/2009, 23:04

Insolita ed originale la poesia di questo nostro nuovo amico della poesia,cui diamo il benvenuto.Abbiamo certo fatto un buon affitto.Leggendo Passchendaele(Ypres 1917) mi domando se anche Michele ha potuto usufruire dei ricordi d'infanzia ricevuti da un nonno che ha dovuto combattere e soffrire gli orrori di quella guerra.A me quei ricordi sono ancora chiari e particolareggiati.
Due poesie queste,albo signanda lapillo,degne di nota,e di esperta mano.Veramente lette con piacere.Bravo Michele
ito nami

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Messaggio 25/10/2009, 12:03

Ti ringrazio di cuore(e ne approfitto per salutare tutti i frequentatori di questo forum).

Debbo però confessarti che non si tratta di poesie tout court, ma di testi di canzoni da me composte(parole e musica).

Due parole su uno di essi.

Siegfried Sassoon, poeta, scrittore, nonchè (anti)eroe di guerra, vergò il suo epitaffio in vita: "I died in Hell, They called it Passchendaele."

Di P., nome tristemente noto agli inglesi e ai canadesi, una delle cose che mi ha colpito nel profondo è la sogghignante atrocità dei paesaggi "lunari", e l'ancor più atroce destino di decine di migliaia di giovani(di 16-18 anni) che furono inghiottiti - ancora vivi - dalle nere fauci di fango di un'illimitata palude, di un'illimitata tomba: "They called it Passchendaele.".

Buona giornata.
Michele Collatina, AKA Stolcius Von Stolcenberg

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Messaggio 25/10/2009, 20:27

Caro Michele
ci sono poesie che sono diventate avvincenti canzoni,come L'alba separa da la luce l'ombra di D'Annunzio, musicata poi da Tosti,e molte canzoni di cantautori odierni .I tuoi testi per canzoni sono delle grandi poesie.
Che la prima parlasse di un inferno sulla terra anzi nel fango non avevo dubbi.Come ti ho già accennato mio nonno maresciallo maggiore del 5° Genova Cavalleria e poi del 4° Lanceri di Novara mi ha raccontato tutto,anche il peggio di quella guerra ,anche dell'yprite(avevano protezioni e maschere ancvhe per i cavalli)...
Concludendo,sei un grande poeta,um poeta fanopeico(dalle immagini vivide),se musicherai i tuoi testi sarai anche un poeta melopeico.
ito nami

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Messaggio 25/10/2009, 21:26

Caro Ito,
in base alle tue icasticissime definizioni dovrei essere un melopeico, visto che i testi gli ho già musicati.

Anzi, per essere precisi è nata prima la melodia(la vera e propria impalcatura prosodica), quindi sarebbe più consono dire che le musiche le ho "testualizzate".

Finora, a parte qualche rara eccezione ho scritto solo canzoni.

A breve ne posterò altre.

Un salutone,
M.
Michele Collatina, AKA Stolcius Von Stolcenberg

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Messaggio 26/10/2009, 18:16

Michele Collatina

SULL'ORIZZONTE DEL MARE

Sull'orizzonte del mare ti aspetterò
oltre le brumose sponde della realtà
Fiabe di alghe e coralli racconterò
Se Tu verrai
Verrai da me
sull'orizzonte del mare

Dietro le fronde dei salici la verità
scritta sulla grigia cenere dei sogni miei
ma che lontano il vento disperderà
se Tu verrai
verrai da me
sull'orizzonte del mare

Come onde di tristezza le canzoni mie
viaggeranno verso spiagge irraggiungibili
sotto un cielo di ricordi e notti di follia
senza di te
sull'orizzonte del mare

Sull'orizzonte del mare ti aspetterò
contando le stagioni di nostalgia
che questa brezza leggera porterà via
se Tu verrai
verrai da me
sull'orizzonte del mare.
Ultima modifica di Michele Collatina il 03/11/2009, 17:37, modificato 2 volte in totale.
Michele Collatina, AKA Stolcius Von Stolcenberg

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Messaggio 26/10/2009, 19:12

Caro Michele,a Genova avevo ciome compagno di liceo un appassionato di musica che usando una tromba invisibile ci accennava senpre motivi da lui composti.Si chiamava Roberto Livraghi.Restai meravigliato quando leggendo la busta di un long playng di Mina ho appreso che alcuni dei più famosi pezzi erano suoi.
Quindi datti da fare.
A quei tempi il testo era sostituito da una serie di numeri che poi il musicista musicava.Io credo però che un autore dovrebbe creare testo contestualmente alla musica.
ito nami

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Messaggio 26/10/2009, 20:10

Ito,
ti ringrazio per l'incoraggiamento.

Purtroppo, non sono mai riuscito a inserirmi in questo ambito artistico

Non saprei da dove iniziare.

E' vero, so suonare la chitarra e trasformare le mie idee melodiche in partiture

Mi reputo anche discretamente intonato.

Sono però conscio dei miei limiti.

L'ideale per me sarebbe quello di trovare qualcuno(voce e accompagnamento) che sia interessato ad eseguire i miei pezzi.

Finora non ci sono riuscito.

Un salutone,
Michele
Michele Collatina, AKA Stolcius Von Stolcenberg

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Messaggio 26/10/2009, 20:48

Sul web sono sicuro che esistono siti che facciano al caso tuo.Io ora indirizzi non ne ho perchè essendo i miei interessi solo poetici o scientifici,i preferiti li ho di altro tipo,ma se mi capitano te li serbo.
ito nami

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Messaggio 26/10/2009, 21:46

Grazie
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Messaggio 27/10/2009, 14:47

Michele Collatina

PRIMO LUGLIO 1916


Primo Luglio,
Primo Luglio;
Primo Luglio,
Primo Luglio;


Primo Luglio.

Primo, come il bacio che mi hai dato
quando il treno chiamava
Nei ricordi sento l'eco
e rivedo il tuo viso innocente,
con negli occhi il colore del mare
della Francia...

calmo e silenzioso, che accoglieva
una nave straniera,
mentre il cielo all orizzonte
si tingeva di rosso,
rosso sangue:
era un triste presagio del...

Primo Luglio,
alba e tenebra;
Primo Luglio:
forse l'ultimo.
Le mie mani sono gelide,
mentre prego batte il cuore che è...

caldo come il sole che ora spunta
dietro il filo spinato.
Urla il cielo,
geme il suolo quando viene squarciato
Poi il silenzio.
Sta affilando la falce il mio...

Primo Luglio,
alba e tenebra;
Primo Luglio:
forse l'ultimo.
Questo zaino è troppo carico
Chiudo gli occhi e sento il cuore che...

batte sulla pelle del tamburo
che mi chiama al destino.
Sette e trenta:
"Tutti fuori!".
Solo un balzo oltre il ciglio;
sto correndo,
e già cala la falce del...

Primo Luglio,
alba e tenebra;
Primo Luglio:
forse l'ultimo.
Questo zaino è troppo carico
Primo Luglio:
fammi vivere...
Ultima modifica di Michele Collatina il 03/11/2009, 17:35, modificato 1 volta in totale.
Michele Collatina, AKA Stolcius Von Stolcenberg

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Messaggio 29/10/2009, 15:14

Alcune info sulla canzone
--------

Novantatrè anni fa alle 7:30 am nel settore della Somme si iniziava uno degli spettacoli più allucinanti della
nostra storia.

Primo luglio 1916.

Era una perfetta mattina di sole.

Dopo un impressionante bombardamento - il quale venne udito persino
in inghilterra meridionale come "Una strana scossa simile a un terremoto" -, i soldati inglesi effettuarono "l'over the
top", uscendo dalle loro atre trincee in fitte schiere ordinate.

Gomito a gomito...

In quel momento le mitragliatrici tedesche iniziarono all'unisono a
intonare le loro metalliche preci.

"[...]e si videro allora intere sezioni falciate da una mano gigantesca.
[...] a migliaia si vedevano soldati gettare in alto le mani e cadere per
non più rialzarsi. Gli osservatori inglesi non volevano credere ai loro
occhi: speravano che quei soldati stesi a faccia a terra volessero
sottrarsi al fuoco, per rialzarsi poco dopo.

Ma si dovettero ricredere.

Quelle interminabili righe kaki davanti alle trincee tedesche erano
cadaveri."
(M Silvestri, La decadenza dell'Europa occidentale)

La dolente eco di tragedie come questa, le quali si ripeterono con puntuale
e ottusa ferocia nell'arco di tutta la Grande Guerra, è mirabilmente
rievocata in una delle poesie più forti e sconvolgenti che abbia mai avuto
modo di leggere.

"Dulce et decorum est"(1917) di Wilfred Owen(se qualcuno di voi ha visto il
bellissimo film "Regeneration" [1997 - regia di Gillies MacKinnon], sa di
che cosa parlo)

Vi invito a leggerla(è la seconda poesia dopo il preambolo; c'è pure la
traduzione in italiano).

http://www.arlindo-correia.com/021100.html

La seguente poesia, invece, è una delle più celebri della Grande Guerra,
nonché il manifesto del Remembrance Day.

Ricorda un po' l'explicit della "Guerra di Piero".
("[...]non è la rosa non è il tulipano che ti fan veglia
dall'ombra dei fossi ma sono mille papaveri rossi.")

IN FLANDERS FIELDS(John McCrae)

http://en.wikipedia.org/wiki/In_Flander's_Fields
Michele Collatina, AKA Stolcius Von Stolcenberg

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Messaggio 01/11/2009, 12:33

Michele Collatina

SENZA UN LAMENTO

Tu chiedi a me se è possibile
trovare nelle stelle
tutti i sogni che perdono la via

Nel buio gli occhi tuoi brillano
cercando una risposta sulla volta di questa notte
ma ormai
le mie parole non servono
a sciogliere il dolore
che ti lega alle stelle
come se
in queste stelle le lacrime
avessi abbandonato
rimanendo senza un lamento
nelle tue poesie

Senza un lamento canterò per te
con il silenzio della verità
Forse gli occhi tuoi piangeranno
bagnandomi di serenate e fiumi di poesie

Senza illusioni canterò per te
mute canzoni sopra un palco di stelle
dove i sogni tuoi danzeranno
vestendosi di freddi inverni e di malinconia

Quando tu sarai addormentata
brilleranno le stelle
negli occhi velati di silenzio
e chiamerai
tutti i sogni che vedrai
con i nomi delle gioie
che non sai più vivere

Senza un lamento canterò per te
per un momento fuggirò in quelle stelle
dove i sogni tuoi piangeranno
i baci delle primavere ormai perdute
nelle strade verso il mondo
che inseguendo hai ritrovato qua:
senza un lamento.
Ultima modifica di Michele Collatina il 03/11/2009, 17:34, modificato 1 volta in totale.
Michele Collatina, AKA Stolcius Von Stolcenberg

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Messaggio 03/11/2009, 17:33

ANCORA CANTANO GLI USIGNOLI A MESSINES(Ypres 1917)

Ancora cantano gli usignoli a Messines,
ma adesso il cielo è tranquillo e non cade su di me
La strada è libera
e son tornato qui da te
cercando un nome coperto di polvere perché...

...è tanto tempo, lo sai,
che aspetto un giorno cosi:
uguale a quello che noi
vedemmo sorgere radioso,
in quelle terre bruciate,
e tu dicevi insieme a me:
"Senti come cantano gli usignoli a Messines!"

Ancora cantano gli usignoli a Messines
sopra il silenzio dei fiori che piangono per te
rugiada limpida
e non dimenticare che
è il mio dolore che scende dai petali perché...

...mi manchi tanto, lo sai,
fratello rimasto qui
insieme a molti di noi
e mille altri simili
che in quelle terre bruciate
ripetevano con te:
"Senti come cantano gli usignoli a Messines!"

Quando cantavano gli usignoli di sera
la primavera
si disperava al termine
di un sette giugno feroce;
su questa terra,
su questa croce...

...ancora cantano gli usignoli a Messines...
Insieme cantano gli usignoli a Messines..

È tanto tempo, lo sai,
che aspetto un giorno così:
uguale a quello che noi
vedemmo sorgere radioso
in quelle terre bruciate
e adesso sono qui con te
e senti come cantano gli usignoli a Messines!
Michele Collatina, AKA Stolcius Von Stolcenberg
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